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20.04.2021

GORENT CON MATTEO VANNUCCI, LA NUOVA PROMESSA DEL JUNIOR TEAM AG MOTORSPORT ITALIA, SUPPORTER YAMAHA

Questa è la storia di un giovane motociclista professionista. Un ragazzo pacato e tenace, che con la sua passione per la moto e le sue abilità tecniche ci insegna a dare il meglio di noi in ogni situazione, senza perdere di vista i propri traguardi. E i propri sogni.

È per questo che Gorent ha deciso di sostenerlo, orgogliosa di essere diventata sponsor ufficiale della AG Motorsport Italia, supporter YAMAHA, che con lui parteciperà al Campionato Italiano di Velocità e alle wild card nel mondiale WSBK Supersport 300 nella European Yamaha R3 Cup bLU cRU.

Matteo Vannucci, per gli appassionati Teino #91, ha 18 anni e le idee chiare. Per lui spiccare è naturale, ma non è il tipo che per questo si monta la testa: piuttosto, preferisce restare concreto con i piedi per terra (anzi, sulla moto), e guardare sempre più lontano, impegnandosi con costanza e mantenendo il focus sui suoi obiettivi.

Abbiamo fatto due chiacchiere con lui e col padre Marco.

Marco, come nasce la passione che ha Matteo per la moto?

Credo di avergliela trasmessa io, perché da sempre amo le moto e il motorsport. Il grande Valentino ci ha messo del suo perché ha fatto avvicinare tutti al Moto GP, me compreso. Tuttavia credo di averla trasmessa a Matteo naturalmente, senza forzature.

 C’è un episodio che racconta la nascita di questo amore tra Matteo e il motorsport?

 Un giorno andammo a provare a correre con le minimoto: Matteo aveva 8 anni. Di quel giorno ricordiamo che tanti bambini alle prime armi “traballavano” su queste moto. Ma lui no: si vedeva già che aveva la passione nel sangue e mostrava una fermezza innata, oltre che una grande correttezza. Era davvero sicuro di sé e aveva il controllo di quello che faceva, nonostante fosse un bambino così piccolo e nonostante fosse la prima volta che provava.

Da quel giorno poi si vedeva che migliorava sempre più, e anche le pieghe gli venivano bene. Lo notò un preparatore, che ci disse che sarebbe stato in grado di gareggiare in un campionato di minimoto nazionale. A quell’epoca c’era la UISP che li organizzava. Accettammo subito e alla prima gara arrivò secondo. Aveva 12 anni.

Gareggiò col numero 91, giusto?

Sì. Beh, come tutti i ragazzini Matteo amava Marquez e il suo 93. Lo avrebbe voluto, ma a quella gara il 93 era già stato preso. Così, scelse il numero 91. Dato che arrivò secondo, pensammo che gli avesse portato fortuna. Così, da allora Matteo, il 91, non lo ha più lasciato!

Matteo, sei giovanissimo ma hai già collezionato vari successi. Quali?

 Negli anni ho partecipato ad altri campionati, fino ad arrivare al 2016, quando di anni ne avevo 13 e arrivai terzo nel campionato Marco Simoncelli. Nel 2017, a 15 anni, vinsi poi il Campionato Italiano di Minimoto nella Categoria Open A e il Campionato Regionale.

Nel 2018 decidemmo di salire di livello e di prendere la strada delle ruote alte, iniziando a gareggiare con le moto. Per me era una nuova sfida, un salto di categoria.

Quell’anno vinsi il Campionato Yamaha R125 Cup, organizzato da AG Motorsport Italia.

Nel 2019 ci fu un altro salto: sono passato alla Yamaha 300.

Sebbene il 2019 sia andato così così a causa di problemi tecnici, a una wild card, la quinta gara del campionato Italian Supersport 300, partii in pole e feci il record della pista: record che tutt’oggi è ancora rimasto imbattuto.

Nel 2020 invece ho conquistato il terzo posto alla prima gara del Campionato Italiano Supersport 300, partendo sempre in pole. Infine, ho vinto il Trofeo R3 Cup Yamaha.

Oggi invece ti prepari con la nuova scuderia, il Junior Team di AG Motor Sport Italia, ad affrontare il CIV, Campionato Italiano di Velocità.

Esatto, le gare SS300 saranno sabato 17 aprile 2021 alle 16.10 e domenica 18 aprile 2021 alle 12.45. Le dirette saranno sulla pagina Facebook del Campionato Italiano Velocità.

Marco, Matteo ha sempre tagliato il traguardo dando uno stacco enorme al secondo classificato. Quali sono le caratteristiche che lo fanno vincere?

Vedendolo da genitore e sentendo anche pareri di tecnici e intenditori, devo dire che Matteo ha uno stile molto particolare, tutto suo. Procede con tranquillità, tenacia e passione.  Anche nella vita è un ragazzo tranquillo; in pista sa bene che deve tirare fuori il meglio di sé e diventa combattivo, però resta lo stesso “quadrato”.

Rispetto a qualche anno fa, la figura del pilota motociclista è cambiata: da ribelle un po’ scapestrato a bravo ragazzo. Oggi vedi questi ragazzi che sono educati e disciplinati, pur “dandosele di santa ragione” in pista, sempre con le dovute accortezze regolamentari ovviamente. Ecco, lì tirano fuori la grinta.

 Matteo, quali sono i valori che ti guidano?

Per me è importantissimo mantenersi in forma: la salute e il benessere fisico della persona sono fondamentali.

È importante anche trovarsi bene con la scuderia: con AG Motorsport mi sento davvero a mio agio perché c’è un clima professionale ma scherzoso, e si respira sempre tanta leggerezza e positività.  

Poi ovviamente c’è la passione per la velocità: questo è uno sport tecnico, tenere la moto con tutto il corpo mentre sei in velocità è una cosa che puoi riuscire a fare solo se hai tecnica, disciplina. Per la gara ci vuole una preparazione sia mentale che fisica.

Marco: A sentire gli esperti lui è già inquadrato, nel senso che è sempre molto concentrato. Quando entra in “modalità gara” sta li seduto, discreto nel suo angolo, pronto a scattare una volta in pista.

Cosa provi quando “voli” sulla moto?

Non lo so. MI concentro solo sul fare le curve più velocemente possibile. Cerco di darmi degli obiettivi e nel caso improvviso: se sento che posso fare una cosa in un determinato modo, ci provo. La cosa davvero importante è che devi fidarti della moto!

Passiamo al momento più difficile della tua storia. Qual è stato?

Ero all’inizio del Campionato Italiano 2020 e lo stavo affrontando con la vecchia scuderia. La prima gara al Mugello era cominciata male: ricordo che c’era un clima incerto a livello tecnico. Riuscii ad arrivare terzo e partire in pole, ma non fu facile.

Alla seconda tappa a Misano, però i problemi tecnici si fecero sentire. C’erano problemi al motore, per cui dovemmo cambiare la centralina. Eravamo in forte ritardo. Poi, si ruppe la catena e si piegò il telaio. Il venerdì al primo turno si ruppe la catena di nuovo e dovetti saltare il turno di prove libere. Infine, la prima gara andò male perché non funzionava bene il freno. Al terzo giro della seconda gara, il freno smise di funzionare definitivamente, perciò caddi.

Come lo hai superato?

Al Mugello cercai di non farmi distrarre e di trovare dentro di me la concentrazione per affrontare la gara. Dopo Misano, invece, era necessario trovare una soluzione in tutti i modi. Dato che un accordo non fu possibile col team manager di allora, decidemmo di iscrivermi al campionato R3 Cup. Il campionato era già iniziato e avrei iniziato a partecipare con 2 gare in meno. La sfida, per me e per il nuovo team, Ago Race di Marco Agostini, sembrava difficile. Eppure, alla fine, tutto andò alla grande.

Arrivare a campionato iniziato e vincere con 2 gare in meno! Come è stato possibile?

 Matteo: La moto era molto performante, con lei mi sono trovato così bene che anche se era meno potente rispetto alle moto del CIV sono riuscito a dare il meglio di me. L’affinità con la moto è stato uno dei fattori di successo. Ci è voluto coraggio per iscriversi a campionato già iniziato, ma non potevamo fare diversamente: o si rimaneva fermi nel 2020 o si provava a fare altro. La cosa importante era non rimanere fermi.

Marco: Mi dissero di non farlo assolutamente fermare.

Vietato fermarsi… proprio nell’anno in cui tutto il mondo si è fermato. 

Marco: Già. Si deve andare avanti con fiducia. E in questo caso, con la fiducia nella moto. La moto e il pilota devono essere una cosa sola, come un cavaliere con l’armatura e il suo cavallo. La moto te la devi sentire tua, come se tu ci parlassi; come se fosse la tua amica del cuore.

Quale è stato il momento più emozionante fino ad oggi?

Matteo: Questo. Arrivare a vincere il campionato R3 Cup.
Marco: Ha dato 14 secondi di stacco al, secondo classificato. Un’eternità!
Matteo: In quel momento ero felicissimo, ma preferisco non sentirmi mai arrivato perché penso sempre al prossimo obiettivo.

Prossimi obiettivi?

Oggi che sono entrato in AG Motorsport Italia, che è il Junior Team Ufficiale YAMAHA, corro per vincere il CIV Supersport 300 2021. 

Se poi gli chiedete qual è il suo sogno, Matteo vi risponderà che è quello di arrivare al Moto GP e vincerlo. Ovviamente.

Quella di Matteo Vannucci è un’attitudine che in Gorent comprendiamo bene, e che condividiamo. Anche in Gorent siamo abituati a guardare sempre oltre, a immaginare un futuro soddisfacente. Un futuro in cui il benessere delle persone, sia mentale che fisico, sta al centro di tutto.

Per questo, operiamo con scelte imprenditoriali concrete e tangibili che mirano proprio a questo: migliorare la qualità della vita. Per questo crediamo nei giovani come Matteo Vannucci e li sosteniamo con determinazione.

Anche noi, consapevoli delle nostre forze, manteniamo il focus sul presente. Perché lo sappiamo bene: solo se restiamo concentrati nel momento presente, il futuro che sogniamo diventa sempre più vicino.

 

 

 

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