Bologna: Allarme Cna: «Con l'Imu al massimo, artigiani
Il segretario Ferrante: «Rincari tra l'81 e il 145% in più rispetto all'ultima Ici.
L'IMU rischia di «mettere in ginocchio» molte imprese bolognesi, già fiaccate dalla crisi. L'allarme viene lanciato dalla Cna, che ha simulato l'applicazione dell'aliquota massima (10,6 per mille), invocata per esempio dalla Cgil. «Se il Comune applicasse questa addizionale, molte imprese chiuderebbero», avverte Massimo Ferrante, segretario della Cna. Che oggi siederà al tavolo della trattativa sul bilancio comunale con la vicesindaco, Silvia Giannini, portando una serie di tabelle. (Al momento, va detto, Palazzo d'Accursio ipotizza per le attività produttive un'aliquota al 9,6 per mille). Secondo i conti della Cna, con il 10,6 per mille le imprese subirebbero rincari variabili tra l'81% e il 145% rispetto all'ultima Ici. Tradotto, si arriva fino a 5mila euro l'anno di Imu. Con l'applicazione dell'aliquota massima, calcola la Cna, un'azienda meccanica pagherebbe per il suo capannone 10mila euro l'anno: l'81% in più di quanto pagava nel 2011 con l'Ici; un laboratorio di falegnameria pagherebbe l'81,7% in più (da 1.320 a 2.404 euro); un'officina di autoriparatore il 96,8% (da 1.637 a 3.230 euro); un negozio di parrucchiere il 142% (da 400 a 968 euro); un laboratorio di software il 142% in più (da 742 a 1.797 euro) e un calzolaio il 144,85% (da 408 a 999 euro). ECCO PERCHÉ, spiega Ferrante, quale addizionale il Comune applicherà sull'Imu base 7,6 per mille decisa dalla manovra del governo Monti «corre il rischio di rappresentare la differenza tra la sopravvivenza e la chiusura dell'impresa». Poi la stoccata alla Cgil. «A coloro che nei sindacati continuano a insistere sul fatto che il gettito Imu debba essere caricato sulle attività produttive avverte Ferrante rispondiamo che così si rischia solo di innestare altre crisi aziendali e nuova disoccupazione». Il segretario della Cna invita tutti nonostante il momento di difficoltà a «guardare oltre gli interessi di parte, in un'ottica di equità complessiva e di sostenibilità per famiglie e imprese. Quindi chiediamo di suddividere con questa ottica lo sforzo tra famiglie e imprese». LA CNA è inoltre «fortemente contraria» all'annunciato aumento del 2% della tassa sui rifiuti (Tarsu). «Chiediamo da tempo che sulla gestione dei rifiuti si costruisca una coerente politica che premi le aziende che hanno comportamenti virtuosi e sostengono costi diretti per lo smaltimento». Sulla manovra del Comune si pizzicano, intanto, Danilo Gruppi, segretario della Cgil, e la Giannini. Secondo il leader sindacale, intervenuto a Radio Tau, nell'elaborazione del bilancio il vicesindaco «ha l'approccio di chi ritiene di possedere una sorta di verità rivelata e avanza una proposta ineluttabile: è così perché non si può fare altrimenti». La Cgil si augura invece «che ci sia una maggiore predisposizione al confronto e alla trattativa». IMMEDIATA la replica della Giannini, che oggi vedrà anche i sindacati. «Verità rivelate? Non è proprio nel mio stile», sbotta il vicesindaco. «Ho un atteggiamento opposto. C'è massima disponibilità alle proposte del sindacato. Se si trova una soluzione più equa ed efficace, benissimo». Quanto all'ipotesi di aumento della Tarsu per adeguare le tariffe all'inflazione la Giannini precisa: «È un'indicazione nata in sede Ato (l'authority di indirizzo, monitoraggio e controllo sulla gestione delle risorse idriche e dei rifiuti, ndr); è ancora da decidere se verrà recepita o meno». Il sindaco Virginio Merola conferma intanto alcuni punti fermi del bilancio comunale: «Non si tagliano gli interventi sulla cultura e la scuola», assicura. L'obiettivo è «tenere in sicurezza i nostri servizi scolastici», in particolare i nidi, «che per noi sono scuola a tutti gli effetti». Merola si aspetta anche «di poter mettere in bilancio qualche milione per la riqualificazione urbana. Servirà anche a creare posti di lavoro».

